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Come affittare casa per brevi periodi: i nostri consigli

È l’ultimo dei trend del mercato immobiliare e non c’è dubbio che si tratti di una tendenza destinata a durare: l’affitto breve turistico. La piattaforma Airbnb ne è un valido esempio ma non è assolutamente l’unica possibilità da esplorare in questo campo.

Alloggiare per brevi periodi in un appartamento oppure affittarne solo una stanza è infatti il nuovo modo di viaggiare che ha cambiato il mercato del turismo e degli affitti, ma come funziona dal punto di vista normativo? Se sei interessato a mettere a disposizione il tuo immobile a questo scopo, leggi il nostro articolo e scopri le tipologie di contratto da utilizzare e le rispettive regole.

Che caratteristiche deve avere l’immobile da affittare?

Prima di rendere disponibile il tuo immobile, verifica che abbia tutte le caratteristiche richieste per legge, a partire dalla categoria catastale. Non potrà trattarsi di un immobile a uso commerciale ad esempio, ma dovrà appartenere a una tipologia qualsiasi della categoria A, a eccezione della A10 (relativa ai locali adibiti a ufficio).

Dal punto di vista invece dell’ampiezza, sappi che la superficie minima richiesta per ospitare due persone è di 38 metri quadri e di 28 metri quadri per una sola, mentre la camera da letto dovrà essere separata dalla zona soggiorno. È fondamentale, nel momento in cui decidi di affittare casa per brevi periodi, che i soffitti siano alti almeno 2,70 metri e, in ultimo, i locali dovranno sempre essere forniti di finestre.

Tieni conto in ogni caso che alcune regole possono variare a seconda del comune e – a tal proposito – ti suggeriamo di consultare il regolamento specifico della tua Regione.

Una volta che ti sei assicurato che il tuo appartamento sia in linea con quanto richiesto, non ti resta che conoscere le caratteristiche di questo tipo di contratto.

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Le specifiche del contratto di locazione e le novità dal 2017

Secondo l’Agenzia delle Entrate, quando si parla di affitti brevi si intende un contratto di locazione di immobile a uso abitativo, di durata non superiore a 30 giorni, stipulato da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa. 

Dal 2017 questo tipo di contratto è stato alleggerito notevolmente dal punto di vista normativo grazie all’entrata in vigore di nuove leggi. Uno dei vantaggi fondamentali è che non è richiesta in questo caso la registrazione presso l’Agenzia delle Entrate. Inoltre, qualora l’appartamento affittato sia uno solo, non sussisteranno obblighi di aprire una partita IVA, bisognerà solamente indicare la somma percepita nella dichiarazione dei redditi. All’interno del contratto sarà possibile specificare la richiesta di una cauzione per tutelarsi da eventuali danni, senza dimenticarsi che andrà restituita al termine della locazione se non ce ne sono stati.

Ricordiamo infine che in linea di massima gli affitti brevi differiscono da altre formule come quella del Bed & Breakfast per l’impossibilità di fornire servizi aggiuntivi come, ad esempio, la colazione, guide turistiche, interpreti, mezzi di spostamento a noleggio. Resta possibile invece includere all’interno del contratto le utenze come il Wi-Fi o l’aria condizionata o servizi come pulizia dei locali e biancheria.

Infine, non dimenticare che al termine della locazione il proprietario dovrà rilasciare una quietanza di pagamento all’inquilino che – a sua volta – dovrà corrispondere al locatario la tassa di soggiorno. Quest’ultima andrà infine versata al fisco.

Per approfondire: quanto costa registrare un contratto di affitto

Comunicazione alla Questura per affitti brevi inferiori ai 30 giorni?

Di recente, la Direzione Centrale Affari Generali della Polizia di Stato, ha esteso anche ai locatori privati occasionali l’obbligo di comunicazione dei dati degli inquilini alle autorità di pubblica sicurezza. Definita come “comunicazione di cessione fabbricato”, deve essere effettuata all’Autorità Locale di Pubblica Sicurezza, entro 48 ore, da chiunque (persona fisica o giuridica, pubblica o privata) ceda ad altri, a qualunque titolo (gratuitamente o meno) e per un periodo superiore a un mese, l’uso di un immobile, che si tratti dell’immobile intero o solo di una parte. 

La denuncia di cessione del fabbricato è quindi uno step obbligatorio:

  • per gli affitti a finalità turistica superiori ai 30 giorni
  • per periodi anche inferiori se il locatario è proveniente da un paese non appartenente all’Unione Europea
  • nel caso la stessa persona affitti l’immobile per diversi periodi che sommati superino i 30 giorni

Come effettuare questo step?

Accedi al sito della Polizia di Stato e cerca l’area “Carta dei Servizi” riguardante la questura del tuo territorio, troverai i moduli da scaricare e compilare.

Basterà inserire i tuoi dati e quelli dell’immobile che desideri affittare per ottenere le credenziali. Una volta fatto, scarica il certificato di sicurezza e procedi con la comunicazione dei nominativi dei tuoi ospiti semplicemente tramite il portale dedicato “AlloggiatiWeb”, comunicando in via telematica i nomi degli affittuari.

E se i tuoi ospiti cambiano idea sui giorni? Nel caso partano prima, non è necessario effettuare alcuna comunicazione, nel caso invece si fermino di più, i dati devono essere reinseriti come per un nuovo arrivo, specificando nuovamente il numero di giorni addizionali dichiarati dal cliente.