affittare una camera

Affittare una camera della propria casa

Affittare una camera della tua casa può essere una buona trovata per avere un’entrata fissa mensile! In questo articolo vedremo come affittare camere cominciando dagli aspetti legali dell’affitto di una camera. In seguito parleremo di quale contratto di affitto usare e quali sono i costi di registrazione. Ed infine, nel paragrafo finale la documentazione per la dichiarazione dei redditi.

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Come affittare una camera: aspetti legali

Partiamo dicendo subito che affittare stanza o affittare porzione di casa sono pratiche perfettamente legali e regolate dalla legge n.431del 9/12/98 e dall’articolo 1571 del Codice Civile. Anche chi abita in un condominio non dovrebbe avere problemi perché il regolamento può vietare al massimo l’attività di affittacamere, non quella di normale affitto.

Si potrà quindi affittare ma rispettando alcune adempienze burocratiche. Le due più importanti sono senza dubbio la stesura del contratto di affitto e la dichiarazione del reddito percepito.

Quando si scriverà il contratto verranno inseriti tutti i doveri reciproci delle parti e ci si dovrà occupare della parte che riguarda la ripartizione spese proprietario inquilino. Per non incorrere in sanzioni legali è d’obbligo consegnare la stanza completa di tutti i servizi essenziali in stato funzionale. Inoltre in alcune regioni, quando si affitta casa, è necessario presentare la certificazione energetica (ACE). 

Quale tipo di contratto affitto camera usare?

Tra le diverse tipologie del contratto di affitto, quando si vuole affittare camere, non ci sarà alcuna differenza. Andranno tutti bene ai fini legali ma la scelta migliore è quella di valutare in base alle circostanze. Ricordiamo inoltre che il bonus affitto casa 2021 può essere applicato su ogni tipo di contratto di locazione.

Vediamo in sintesi i principali acquirenti e quale contratto potrebbe essere più giusto:

  • Affittare casa a studenti o lavoratori: in questo caso sarà meglio optare per un contratto di tipo transitorio della durata minima di 6 mesi e massima di anni, eventualmente rinnovabili. Questo tipo di contratto affitto stanza ha meno costi e permette maggiore flessibilità.
  • Affittare a famiglie: se l’immobile di vostra proprietà vi consente di affittarne una parte ad una famiglia la scelta migliore sarà dirigersi verso contratti più lunghi come i 4+4 o i 3+2, quest’ultimi anche noti come contratti agevolati. Sono contratti che non devono essere rinnovati con una certa frequenza e tutelano entrambe le parti per non avere spiacevoli sorprese. 

Costi di registrazione 

Una volta steso il contratto bisognerà registrarlo, come un qualunque contratto di locazione, entro 30 giorni. I costi fissi che si avranno sono:

  • Imposta di bollo: si tratta della marca da bollo da 16 euro dovuta in base alle pagine del contratto di locazione
  • Imposta di registro: sarà decisa in base al canone versato ed in ogni caso non sarà inferiore a 67 euro.

Il decreto legislativo del 14 marzo 2011 consente di rinunciare all’adeguamento Istat in favore della cedolare secca. Con questo metodo contributivo l’aliquota da pagare sul canone annuo sarà del 21% nei contratti a canone libero e del 10% in quelli a canone concordato.

Si tratta di una soluzione più conveniente poiché non si applicano i costi dei bolli e dell’imposta di registro. Quest’ultima permane solo in caso di cessione del contratto di locazione. 

Documentazione per la dichiarazione dei redditi.

Per dichiarare il reddito derivato dal contratto di affitto stanza si dovrà andare all’ufficio delle entrate muniti di: