Il mercato immobiliare di domani
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Il mercato immobiliare di domani

Come cambierà nei prossimi anni lo scenario degli operatori immobiliari?

Internet e l'interesse sempre più diffuso di grandi operatori finanziari per il settore della mediazione immobiliare fanno pensare ad un futuro ricco di novità. Per quasi 70 anni il mercato delle compravendite immobiliari è stato in mano ad agenti immobiliari locali indipendenti e ad operatori organizzati all'interno di strutture in franchising.

Fino a ieri il percorso di una compravendita immobiliare era più o meno lo stesso: un agente acquisiva l'incarico di vendita dopo una più o meno lunga trattativa con il proprietario concordando una provvigione compresa tra il due e il sei per cento in caso di vendita, effettuava le fotografie e pubblicizzava l'immobile attraverso la sua vetrina, le sue liste di compratori, gli spazi pubblicitari su quotidiani, inserti specializzati e riviste di free press immobiliare. Organizzava le visite all'immobile e affrontava la trattativa prima con il compratore per raccogliere un'offerta più vicina possibile al prezzo di vendita e successivamente con il venditore per persuaderlo ad accettare la proposta.

Poi è arrivata internet e i primi portali immobiliari.

Prima Casa.it (1996), dove i primi contratti venivano sottoscritti a mezzo fax tra l'agente e il fondatore Antonio Fregnan, poi tutti gli altri.  

In ventidue anni gli operatori immobiliari hanno cambiato il modo di fare pubblicità senza modificare il processo aziendale, limitandosi a sostituire, prima timidamente, poi in massa, la pubblicità cartacea con il web.

Nei prossimi anni una serie di fattori concomitanti contribuiranno a cambiare radicalmente il processo aziendale della compravendita immobiliare. La diffusione globale e trasversale di internet in tutte le fasce di età, l'entrata nella fase adulta e produttiva dei nativi digitali, il forte interesse di grandi società e influenti gruppi professionali e la maggior libertà normativa rivoluzioneranno i processi della mediazione immobiliare.

Basta mettere il naso fuori dall'Italia per vendere la propagazione di piattaforma immobiliari low cost controllate da grandi gruppi bancari, assicurativi e dei media come quella di Xavier Niel (Free & Iliad) e da notai come Immonot che raccoglie già 80.000 immobili in vendita.

Ma perché tutto questo interesse per il mercato della mediazione (e della disintermediazione) immobiliare?

Ovviamente trarre profitti da un mercato importante come quello dell'intermediazione immobiliare è interessante, ma non solo.  In gioco c'è molto di più. Chi compra casa si appresta ad entrare in una fase importante della vita, spesso deve fare un mutuo, un finanziamento, una polizza assicurativa e chi vende si trova tra le mani un capitale da ricollocare con un nuovo investimento. Ecco quindi che poter essere al centro del flusso immobiliare diventa strategico.

Tra pochi anni la conquista del mercato immobiliare si farà tra banche e company, con grandi investimenti pubblicitari, servizi sempre più innovativi e tecnologici, analisi di bigdata, predizione sul tempi e sul prezzo di vendita e nuovi processi aziendali.


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