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Certificato APE: Guida completa all’attestato di prestazione energetica necessario per vendere casa

Il certificato APE è uno dei documenti necessari per vendere casa e non solo. In estrema sintesi si tratta di un attestato che descrive le caratteristiche energetiche di un edificio.

Per tentare di ridurre i consumi e contrastare il riscaldamento globale, infatti, già dal 2002 l’Unione Europea ha iniziato a emanare delle direttive volte a migliorare l’efficienza energetica degli edifici a uso domestico. Per allinearsi a tali direttive, a partire dal 2005, l’Italia ha introdotto l’ACE (Attestato di Certificazione Energetica) con lo scopo di misurare i consumi energetici all’interno delle abitazioni, utilizzati principalmente per il riscaldamento o raffreddamento, la produzione di acqua calda e la ventilazione meccanica.

Negli anni questi parametri di valutazione si sono evoluti fino ad arrivare alla normativa attuale (entrata in vigore con il decreto legge 63/2013) che regola il rilascio dell’APE, un documento necessario non solo per la vendita dell’immobile ma, dal 1 Luglio 2010, anche per la sua locazione.

In questo post approfondiremo nel dettaglio cos’è l’Attestato di Prestazione Energetica, quanto dura, quando è obbligatorio e come viene calcolato.

Certificato energetico APE: significato, durata e differenze con ACE e AQE (Attestato di Qualificazione Energetica)

L’APE (il cui significato letterale è Attestato di Prestazione Energetica) è un documento che serve per attestare l’efficienza energetica di un’abitazione.

Generalmente il certificato APE ha una durata di 10 anni e per mantenerne la validità è necessario dimostrare di aver effettuato i periodici controlli della caldaia previsti per legge, nonché le operazioni di controllo e manutenzione degli impianti.

L’APE sostituisce gli Attestati di Certificazione Energetica antecedenti la legge del 2013, che rimangono validi fino allo scadere dei 10 anni.

Rispetto al modello precedente (ACE), l’attuale Attestato per la prestazione energetica è più completo, in quanto prende in considerazione anche i consumi estivi, quelli per l’acqua calda, per l’illuminazione e, dove presenti, anche per gli impianti di sollevamento (ascensori, scale mobili, ecc…).

È, inoltre, importante non confondere l’APE con l’AQE (attestato di qualificazione energetica), quest’ultimo infatti non specifica la classe energetica dell’edificio ma viene redatto nella fase progettuale dell’immobile e presentato al Comune dopo la fine dei lavori.

Certificato APE: quando è necessario?

L’attestato di prestazione energetica è un documento obbligatorio in molti casi. In primo luogo per la vendita della casa, ma non solo.

Il certificato APE è richiesto anche per:

  • Atti di donazione dell’immobile a titolo gratuito;
  • Contratti di affitto superiori ai 30 giorni;
  • Pubblicare annunci di vendita o affitto delle case (l’indice di prestazione energetica, infatti, incide sulla valutazione dell’immobile);
  • Gli edifici di nuova costruzione;
  • Gli edifici pubblici;
  • Ristrutturazioni su oltre il 25% dell’intero edificio;
  • Usufruire del Superbonus 110 (si tratta di un certificato APE particolare che serve ad attestare il salto di almeno due classi energetiche dopo l’intervento migliorativo);
  • Avvalersi degli incentivi dell’Ecobonus.

APE: quando non è obbligatoria

In alcuni casi la certificazione Ape non è obbligatoria, queste circostanze sono stabilite dall’articolo 3 comma 3 del Decreto 192/2015 e riguardano:

  • Fabbricati isolati inferiori a 50 mq;
  • Ruderi, se specificato nel rogito notarle;
  • Edifici industriali privi di riscaldamento;
  • Edifici agricoli senza climatizzazione;
  • Box, cantine o autorimesse;
  • Parcheggi e depositi;
  • Luoghi di culto;
  • Immobili senza agibilità al momento della vendita perché ancora in costruzione.

Calcolo Classe Energetica per la certificazione Ape: come funziona?

La certificazione Ape assegna a ogni edificio una classe energetica corrispondente in base ai consumi previsti, in modo analogo a quanto avviene per gli elettrodomestici. Le classi energetiche sono 10 : da A4 (la più efficiente) fino a G (la meno efficiente).

Il calcolo della classe energetica dipende dall’indicatore di Prestazione Energetica (EP). L’EP è riferito ai consumi principali di un appartamento, in particolare:

  • Riscaldamento;
  • Acqua calda sanitaria;
  • Raffrescamento estivo;
  • Ventilazione meccanica (dove presente).

L’assegnazione della classe energetica viene effettuata prendendo in riferimento un modello immobiliare ideale di primo livello (classe A4) che possiede le medesime caratteristiche architettoniche (metratura, esposizione, posizione e destinazione d’uso) dell’immobile in questione. Più è alta la corrispondenza a questo modello maggiore sarà la classe energetica dell’abitazione.

Ottenere la certificazione energetica: i documenti per APE

Prima di rilasciare l’attestato di prestazione energetica, il certificatore energetico dovrà assicurarsi che tutti i documenti siano in regola con quanto dichiarato. Per questo motivo per ottenere l’APE saranno necessari i seguenti documenti:

  • Documenti di identificazione del proprietario,
  • Visura catastale;
  • Planimetria;
  • Libretto degli impianti del riscaldamento (autonomo o centralizzato).

Dopo aver visionato i documenti, il certificatore energetico incaricato (in genere un ingegnere, un architetto o un geometra) provvederà a un sopralluogo obbligatorio, con lo scopo di ricavare le specifiche necessarie alla diagnosi energetica.

Per farlo analizzerà accuratamente: la posizione dell’immobile, il suo utilizzo, lo spessore e la stratigrafia di pareti, pavimento e solaio dell’immobile, lo stato degli infissi e delle porte, le caratteristiche degli impianti di riscaldamento e refrigerazione.

Una volta raccolti tutti i dati necessari, con l’utilizzo di un software certificato dal Comitato Termotecnico Italiano, il certificatore potrà determinare l’indice di prestazione energetica che serve all’assegnazione della classe energetica corrispondente e redigere le proposte per migliorare l’efficienza energetica.

Interventi migliorativi APE: quali sono?

Oltre all’indicazione della classe energetica, dunque, il certificato energetico APE deve contenere anche le proposte per gli interventi migliorativi per la riqualificazione energetica, cioè le opportunità di intervento per migliorare la prestazione energetica dell’immobile.

Tra gli interventi migliorativi Ape possono essere compresi:

  • Sostituzione degli infissi;
  • Coibentazione delle pareti esterne, dei pavimenti e dei soffitti;
  • Installazione di pannelli solari;
  • Installazione di caldaie a biomassa;
  • Installazione di valvole termostatiche;
  • Pompe di calore più efficienti;
  • Qualsiasi altro intervento volto a migliorare la prestazione energetica e ridurre le emissioni di anidride carbonica.

Costo della Certificazione APE

Il costo della certificazione APE non è fisso, ma varia a seconda dell’immobile, della città e del prezzo richiesto dal professionista che redige l’attestato.

In media una certificazione APE costa dai 50 ai 300 euro, per questo conviene sempre contattare diversi professionisti e confrontare più preventivi.

È poi importante ricordare che per ottenere la certificazione energetica APE è necessario rivolgersi a certificatori energetici qualificati. Rivolgendosi a operatori senza qualifica, infatti, si rischia di invalidare i documenti e incorrere in sanzioni pecuniarie onerose al momento della vendita della casa o della sua locazione.

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