Acquistare casa in leasing

Negli ultimi anni si è aggiunta una nuova interessante opportunità per chi intende acquistare casa, oltre alle solite forme di mutuo che conosciamo da tempo. Anche al mercato immobiliare, infatti, è stato esteso il concetto di leasing, parola che fino a qualche tempo fa era utilizzata prevalentemente con riferimento al settore automobilistico o relativo a macchinari/attrezzature di un certo tipo. Qui di seguito vedremo di capire meglio che cosa si intenda per leasing acquisto casa ed analizzeremo le caratteristiche che possono essere più vantaggiose, soprattutto per i giovani e per chi deve acquistare la prima abitazione. 

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Il leasing è una formula di acquisto, già piuttosto nota e diffusa in altri ambiti, che di fatto consente di utilizzare un bene – che sia un’automobile o, nel nostro caso, un immobile – pagando periodicamente delle rate alla società che risulta proprietaria del bene stesso, il più delle volte una finanziaria o una banca. Una volta versato un certo numero di rate “normali”, si ha la possibilità di pagare un’ultima tranche (riscatto), divenendo così i nuovi proprietari. Ma vediamo meglio quali sono i requisiti necessari per usufruire di tale opportunità e come funziona esattamente il leasing immobiliare abitativo.

Che cos’è il leasing immobiliare abitativo?

Il leasing immobiliare, detto anche locazione finanziaria, è una forma di finanziamento che prevede che la banca (o un altro intermediario finanziario) acquisti o faccia costruire un immobile che è stato individuato dal cliente.

In pratica, il contratto di leasing permette all’acquirente dell’immobile di concederne l’utilizzo a terzi, per un certo lasso di tempo, a fronte di un canone da ricevere mensilmente. Alla scadenza del contratto, il cliente può decidere di riscattare la casa, oppure di restituirla, oppure ancora di rinnovare il contratto alle medesime condizioni o a condizioni modificate.

Grazie alla Legge di Stabilità del 2016, i privati cittadini possono utilizzare questa forma di finanziamento per affittare e, successivamente, acquistare la loro prima casa. Fino ad allora, questa forma di locazione finanziaria non poteva riguardare le abitazioni principali, cosa che invece da alcuni anni a questa parte è, dunque, possibile.

Al momento della stipula del contratto di leasing, il concedente può chiedere il versamento di una determinata somma (si chiama canone alla firma), mentre poi le rate vere e proprie decorrono soltanto a partire dalla consegna dell’immobile al cliente. Una volta giunto a scadenza, come dicevamo, il contratto può essere rinnovato (con o senza modifiche sostanziali), oppure può essere risolto in due modi:

–         Il cliente può diventare proprietario a tutti gli effetti dell’immobile, versando un riscatto che ovviamente tenga conto di quanto già versato fino a quel momento.

–         Il cliente può, invece, decidere di restituire la casa al concedente.

Quando si decide di acquistare casa, dunque, può essere interessante valutare anche questa possibilità.

I vantaggi del leasing prima casa e cosa succede se non si riesce a pagare

Non c’è dubbio che, anche dal punto di vista fiscale, la soluzione del leasing immobiliare abitativo presenti degli aspetti interessanti.

In particolare, i soggetti che possono beneficiare dei vantaggi più rilevanti sono gli under 35, purché abbiano un reddito annuo inferiore ai 55.000 euro e a condizione che l’immobile venga destinato, entro un anno dalla consegna, ad abitazione principale (prima casa).

Coloro che hanno meno di 35 anni, infatti, possono godere di una detrazione pari al 19% delle spese sostenute per il versamento dei canoni mensili, fino ad un tetto massimo di 8.000 euro. Stessa detrazione, inoltre, anche sul riscatto finale pagato, in questo caso con un tetto massimo di 20.000 euro.

E per chi ha più di 35 anni? Non è che non si possa usufruire di questa opportunità, anzi, ma semplicemente sono ridimensionate le agevolazioni. La detrazione fiscale risulta infatti dimezzata: 4.000 euro per il discorso canoni mensili e 10.000 euro per quanto concerne il riscatto finale.

Un altro importante vantaggio del leasing immobiliare è costituito dal fatto che si può finanziare il 100% del costo totale dell’immobile (compreso l’eventuale costo dell’arredamento, se lo si desidera) e che si ha la possibilità, in caso di difficoltà, di sospendere il pagamento delle rate per un massimo di 12 mesi (e comunque per una volta soltanto).

Inoltre, non sono previste spese notarili e di istruttoria fino al momento del riscatto della casa, ed anche questo è un fattore positivo.

Detto questo, non è che non sussistano aspetti, invece, un po’ meno incentivanti: il canone iniziale, ad esempio, non può essere inferiore al 15% del valore dell’immobile, ed inoltre la maxi-rata finale (riscatto) può costituire un esborso non indifferente. Occorre, inoltre, considerare che la durata massima del leasing è di 20 anni, quindi inferiore a certi mutui.

Resta comunque una valida opzione di cui tener conto, specialmente per i più giovani.

Cosa accade se il cliente smette definitivamente di pagare i canoni mensili?

Come abbiamo già accennato, in caso di temporanea difficoltà, il cliente ha modo di sospendere per un certo lasso di tempo il pagamento dei canoni mensili previsti dal contratto di locazione finanziaria.

Se, però, smette di pagare in via definitiva, allora la banca – o comunque l’intermediario finanziario che risulta proprietario dell’immobile – ha diritto alla restituzione dello stesso. A tal fine, può anche avvalersi del procedimento per convalida di sfratto previsto, di solito, per le locazioni ordinarie. Una volta riottenuto il bene oggetto del contratto, il concedente dovrà procedere alla vendita oppure alla sua ricollocazione, sempre e comunque attenendosi a determinati principi di trasparenza e pubblicità.